Skip to main content

Full text of "Rassegna bibliografica dell'arte italiana"

See other formats


DELL’ARTE ITALIANA 



DIRETTA 

dal Prof. Egidio Calzini 



ANNO Vili. — 1905 




ASCOLI PICENO 
Premiata Tip. Economica 



di Enrico Tassi 



INDICE DEGLI SCRITTI 



Memorie 

Uno studioso veneziano, I recenti acquisti delle RR. Gallerie di Venezia, 1-3. 
E. Calzini, Per un quadro del Francia, 4-7. 

C. Astolfi, Di’ Durante Nobili e di suo padre pittore lucchese, 7- 10. 

M. Morici, Opere d’arte italiane in Francia nel Cinquecento, 41-46. 

E. Calzini, A proposito delle due statue, il Cupido di Michelangelo e la Ve- 
nere antica, passate dalla corte di Urbino a quella di Mantova, 47-50. 
E. Galani, Tiziano e i duchi d’ Urbino, 77 - 90. 

C. Jocelyn Ffoulkes, Una tavola di M. Paimezzano, 90-61. 

R. Peruzzi de’ Medici/ Uri*, letto in ferro battuto del ’500, 91 - 94. 

A. Anselmi, Un fresco rarissimo di Andrea da Iesi il Vecchio, 95-99. 

B. Costantini, Nicola Galiucci di Guardiagrele, 123-126. 

E. Calzini, L’antica arte marchigiana all’Esposizione di Macerata, 129-137. 
E. Scatassa, Giovan Francesco da Rimini, 137-140. 

A. Anselmi, Un secondo quadro del Barocci a Senigallia (Notizie e docu- 

menti), 140-145. 

C. Grigioni, I dipinti di S. Maria del Carmine a Ripatransone, 145-149. 

E. Calzini, L’arte marchigiana (a proposito di un articolo del prof. Natali, 
così intitolato), 176-180. 

C. Crigiòni, Due opere di Giovan Francesco Gagliardelli pittore e scultore 
abruzzese del secolo XVI, 181-185. 

B. Felioiangelt, Quesito storico di Arte umbra, 186.-188. 

C. BuDiNrcii, Architettura italiana del Rinascimento, 189-161. 

E. Calzini, Un quadro ancora inedito di Giovanni Quirico, 191-192. 



Recensioni 

Ferretti Prof. L., La chiesa e il convento di S. Domenico di Fiesole - Fi- 
renze, tip. S. Giuseppe già Ciardi, 1901 (Medardo Morici), p. 17-19. 

Dott. Giulio Carotti, Le opere di Leonardo, Bramante e Raffaello. - Con 
188 illustrazioni, — Ulrico Hoepb, Milano 1905 (E. Calzini ), 19-20. 

Romualdo Fantini, San Gimignano e Certaldo — ( n. 11 della collezione, 
«Italia Artistica» pubblicata dell’Istituto d’Arti grafiche di Ber- 
gamo (Dr. Guido Traversaria 20-26. 

Cornelio Budinich, 11 palazzo ducale d’ Urbino — Studio storico - artistico 
illustrato da nuovi documenti — Trieste, Stab. Emilio Sambo, 1904 (E. 
Calzini), 56-58. 



IV 



INDICE DEGLI SCRITTI 



Alles.sandiio Chiappelli, Pagine d’ antica arte .fiorentina — In Firenze, 
* Francesco Lurnachi, Editore, 1905 (E. Calzini), 59-00. 

Mazzoni Piero, I. Il numero 1308 della R. Galleria degli Uffizi, — Per Noz 
ze — Firenze, Barbera 1904; — II. Di Alcuni quadri posseduti dalla 
R. Accademia della Crusca — Firenze, tip. S. Landi, 1904 (M. Morici), 
60-61. ' # 

P. Piccirilli, La Marsica. Appunti di storia e d’arte — Voi. I. con 57. ine. 
e 7. tav. fuori testo — Trani, V. Vecchi, 1904 (E. Calzini), 102. 

Antonio munoz, Iconografia della Madonna. Studio delle rappresentazioni 
della Vergine nei monumenti artistici d’oriente e d’occidente, Firenze, 
Alfani e Venturi, 1905 ^Piero Mazzoni), 102-104. 

Cesare mariotti, Il palazzo del Comune di Ascoli Piceno. — Ascoli Piceno, 
G. Cesari, 1905 (E. Calzini^,', 104-106. 

Ing. cesare selvelli, La loggia Carrarese di Padova - Milano, 1905. So- 
cietà editr. tecnico scientifica) C. Budinich), 106. 

Adolfo Venturi, Storia dell’arte italiana. Voi. IV. La scultura del Trecen- 
to e le sue origini. Con 803 ine. in fototipografia. Milano, Hoepli 1906 
(E. Calzini), 204 206. 



Documenti 

relacivi a Mastro Giovanni del Sega di Forlì, 'pittore — 1470 V — 1527 — - (E. 
Calzini), 11-16; — a Ludovico Trasi, pittore (C. MariotA), 51-53; — ad 
artisti che lavorarono in Urbino nei secoli XVI, XVII e XVIII (E. Se atassa), 
53-56, 99-101; - - a M°. Agostino e M°. Fardo di Oddolo da Fonia, ore- 
fici dimoranti in Camerino; a M°. Paolo da Visso, pittore; a M°. Giaco- 
mo e M°. Battista da Tolentino , orafi; a ili 0 . Giacomo di Cola da Came- 
rino, pittore ; alla Società dei lombardi in Camerino a Carlo Crivelli a 
Camerino (Vittorio Aleandri), 149- 157; — a scultorie scalpellini che 
lavorarono in Urbino nei secoli XV — XVIII (E. Scatassa), 193-203. 

Comunicazioni 



C. Astolfi : A proposito dei de Magistris da Càldarola, pag. 193. 
Bibliografia: pp. 23-39; 61-74; 107-122; 158-174; 207-221. 
Annunzi e Notizie : pp. 39-40; 75-76; 123-128; 175-176; 222-224. 



ANNO Vili. 



Ascoli Piceno, 1905. 



N. 1-2. 



RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 

DELL’ ARTE ITALIANA 



Abbonamento annuo j j, estero ' ' ' *~>> e 7 j num ' separato Cent. 50 



SONUWH^IO : Uno studioso veneziano, / nuovi incrementi delle RR. Gallerie di Venezia. — E. 
Calzini, Per un qua Irò del Francia. — C. Astolet, Di Durante Nobili e di suo padre, pittore 
lucchese. — Documenti : Maestro Giovanni del Sega di Forlì, pittore. — Recensioni .* M. Mo- 
Ricr, E. Calzini, G ui do Traversar! — Bibliografia: Opere di carattere generale ; Abruzzo, 
■ Emilia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Napoletano, Piemonte, Pàglia Sicilia, Toscana, 
Umbria, Veneto. — Annunzi e Notizie. 



I RECENTI ACQUISTI DELLE RR. GALLERIE 

DI VENEZIA 



Altra volta in questa ottima rivista, che merita di essere 
sempre più apprezzata dagli studiosi per la bontà e. serietà de’ 
suoi intenti, ebbi il piacere di scrivere intorno ai continui, no- 
tevoli incrementi che queste gallerie ricevono per opera del- 
P illustre uomo che presiede alla loro direzione. Sono poi lieto 
di poter dichiarare che la maggior parte delle notizie che qui 
offro ai lettori della Rassegna , costituiscono una vera primizia 
per gdi amici dell’ arte nostra. 

Alle varie e numerose pitture di scuola veneta che, mercè 
la sapiente e oculata attività del cav. Cantalatnessa si sono an- 
date aumentando di anno in anno, si devono aggiungere due 
bellissimi quadretti di Iacopo Maneschi che lo stesso prof. Can- 
talamessa acquistò fino dall’estate del 1903. Senz’ ombra di esa- 
gerazione esse si presentano fra le più belle ■ cose che di quel- 
l’artista si conoscano — se non forse le più belle addirittura 
di tutta quanta la sua produzione artistica vivace e geniale. 

Sono prospettive e paesaggi fantastici, i cui elementi deri- 
varrtUda S. Marco, dal Palazzo Ducale, da edifici sansovineschi, 
da ruderi romani. Ma che armonia, che gusto di stile, che lim- 
pidezza d’ intonazione ! Tali sono i pregfi e le qualità pittoriche 



. 9 



Rassegna bibliografica dell’ arte italiana. 



dei due quadri, che erano creduti del Canaletto; ma il Diretto- 
re (.Ielle gallerie, con quella sicurezza che tutti gli riconoscono, 
poiché egli è giustamente considerato fra i più dotti ed esper- 
ti conoscitori di cose d’ arte, vi ha trovato tutti i caratteri del 
Maneschi, al quale li ha naturalmente restituiti. 

Furono acquistati dalla contessa Elena Prinà, vedova di 
Bre^anze. I due quadretti, dipinti su tela e d’ una ammirabi- 
le conservazione, misurano ciascuno metri 0,83 in larghezza 
e metri 0,55 in altezza. Ripeto che 1 ’ acquisto è di partico- 
lare importanza, poiché queste due opere del Maneschi so- 
no bellissime e il credito del pittore settecentista veneziano, 
sì poco noto finora, s’ è per esse ravvivato a Venezia fra gli 
artisti, fra gdi amatori e, purtroppo !.... fra i negozianti. So che 
il Ministero di recente richiese de’ due quadri le fotog'rafie, 
avvertendo eh’ erano desiderate dalla Galleria di Dresda. 

Più recentemente ancora la superba galleria veneta si ar- 
ricchì di tre altre pitture, tutte su tavola. 

La prima è di Giovanni Bonconsigli, detto * il Marescalco. 
Rappresenta una Madonna, in .mezza figura, col putto nelle gi- 
nocchia; a destra S. Giovanni Battista, a sinistra S. Caterina. 
Misura m. 1,10 in larghezza ed è alta m. 0,80. 

Il Marescalco, coni’ è noto, è pittore disuguale da un’ opera 
all’ altra, e non mai grandemente ispirato, salvo forse che nella 
Deposizione del museo di Vicenza; e questo nuovo quadro en- 
trato da poco tempo a far parte della galleria non è fra i mi- 
gliori suoi; ma il Cantalamessa desiderò di averlo, perchè il 
dipinto reca la firma genuina del pittore, ed è cosa assai ca- 
ratteristica come espressione di stile. E che sia stato acqui- 
stato fu bene, a dir vero, anche per altre ragioni : anzitutto 
perchè del Marescalco non possedevamo nelle reg'ie gallerie che 
un frammento, avanzato per caso da una grande tavola che 
bruciò, decorrendo la seconda metà del secolo XVIII, nella 
chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca; poi perchè 
il gruppo della Madonna col putto, così asserivami con la con- 
sueta sua cortesia il prof. Cantalamessa, è riproduzione di un 
affresco dello stesso Marescalco, che nel jgoi egli scoprì a 
Montagnana, in una chiesa, tolta da tempo al culto e divenuta 
magazzino, di proprietà della famiglia Zeni, 



Rassegna bibliografica delV arte italiana 



3 



La tavola del Marescalco fu comperata presso il pittore 
Cesare Laureti li, che poco prima l’aveva acquistata a Padova 
dalla famiglia Linari. 

Ma ben più importanti perchè più pregevoli sono le altre 
due tivole che un tempo decorarono, assai probabilmente, cas- 
soni nuziali. Esse appartengono ad Andrea Schiavone, e sono 
sì belle che chiunque potè osservarle da vicino dovè affermare 
che di questo pittore non s’ eran vedute cose più perfette, spe- 
cie per il magistero della colorazione, che è degnissima di Ti- 
ziano. Le tanto celebrate cantorie che sono a Venezia nella 
chiesa del Carmine non reggono, a parer mio, al paragone di 
queste due gustosissime^ tavolette. Le quali rappresentano sog- 
getti mitologici : 1 ’ una la sfida di Apollo e del pastore giudicato 
dal re Mida ; V altra Deucalione e Pirra che, gettandosi sassi die- 
tro la schiena, rimoltiplicano il g'enere umano distrutto dal 
diluvio. 

Le due magnifiche pitture hanno questa misura comune: 
m. i , 1 8 in larghezza e m. 0,41 in altezza; il benemerito Diretto- 
re delle gallerie le acquistò presso il negoziante veneziano Dino 
Barozzi. Prima che questi ne divenisse proprietario, esse face- 
vano parte della collezione Malcolm di Venezia. 

Infine, piacemi avvertire che appunto di questi giorni 
una certa Madame De Costanzo ha donato alla galleria un ri- 
tratto virile, opera di Jacopo Tintoretto. Benché un po’ g'raffia- 
to e spellato, il ritratto serba quanto basta a riconoscervi il no- 
bilissimo pennello. 

Venezia , gennaio 1905. 



Uno studioso veneziano. 



4 



Rassegna bibliografica dell ’ arte italiana. 



PER UN QUADRO DEL FRANCIA 



Nella pinacoteca alla Malatestiana eli Cesena appare, quale si- 
gnora del luogo, in mezzo ad altre opere assai pregevoli, la bel- 
lissima Presentazione di Francesco Francia, ornamento principale 
lino ai primi anni del secolo XIX della sontuosa chiesa, a un 
miglio dalla città, che va sotto il nome di Madonna al Monte: 
il bel tempio, la cui architettura solenne fu creduta per tanto 
tempo, benché erroneamente, di Bramante d’ Urbino. 

Ecco la descrizione del nobilissimo dipinto. NcH’internò d’un 
elegante tempietto dalle sobrie linee del primo rinascimento e 
dalla cui sommità dell’ arco absidale pende una g'raziosa lam- 
pada, vedesi la Verghile Maria, tutta umile in volti) e leg'ger- 
mente curva nella persona gentile, in atto di presentare al 
vecchio Simeone il piccolo Gesù, protendente le braccia verso 
il santo e con lo sg'uardo volto alla madre. Dietro la Vergine 
stanno s. Giuseppe e sant’Anna, mentre dall’altra parte, all’e- 
strema destra di chi guarda, è un servitore del tempio, aneli ’esso 
in piedi come le altre figure, con un libro aperto fra le mani 
e il capo volto verso il bambino. Nel fronte dell’ ara, lasciato 
scoperto in parte dai personaggi principali che stanno nel mez- 
zo della scena, la Madonna e il santo, ch’è in paludamenti pon- * 
tifìcali, volle il maestro rappresentare il sacrifizio d’Isacco, allu- 
sivo a quello futuro di Cristo. 

Il bambino ignudo, sostenuto con tanta grazia dalla Ma- 
donna, è di una bellezza sorprendente. Chi, fra i pittori fioriti 
nella prima decade del Cinquecento, ha saputo trasfondere tan- 
to sentimento e tanta grazia ne’ suoi putti, come il nostro Fran- 
cia? Per bellezza e verità di contorni, nella rappresentazione 
dei fanciulli, non c’ è che Raffaello che possa paragonarsi al- 
1’ insigne pittore di Bologna. E quale delicatezza e quale 
incanto nella espressione soave delle altre figure ! Taluno notò 
principalmente, nelle opere del pio maestro, la diligenza e la 
verità delle teste, quasi a voler indicare che nelle sue pitture 
non si riscontrano grandi pregi, per ciò che si riferisce all’ in- 
sieme. Senza rilevare qui se tale giudizio corrisponda o meno 
al vero, mi basti osservare che nella tavola di Cesena la com- 
posizione armonizza perfettamente con le singole parti, e vi spie-